Cronache di
Don Bonifacio

10 Gennaio 2016
Un grande evento spirituale promosso da Papa Francesco. Egli aveva già proclamato un Anno Santo della misericordia con inizio nella solennità della Immacolata, l’otto Dicembre,2015. Un anno della misericordia aperto a tutti. Tutto è stato fatto in questo giorno con grande solennità e con la presenza di una folla immensa in S. Pietro, blindata, come si suol dire,da ingenti forze di sicurezza. Purtroppo siamo sotto la minaccia del terrorismo islamico che colpisce duramente i paesi occidentali, e l’ Italia non può esimersi da queste responsabilità di sicurezza. Ma a queste minacce Papa Francesco risponde con la misericordia. Già aveva aperto simbolicamente la porta della Cattedrale di Bangui in CentroAfrica nel suo viaggio apostolico in Africa toccando anche il Kenia e Uganda. In Centroafrica, in preda a guerra civile, il Papa è andato pellegrino inerme portando il segno della misericordia. Misericordia offerta a tutta l’umanità,come esce dal cuore di Cristo. Il tema della misericordia commuove il cuore dell’uomo. La Chiesa apre queste porte di tutte le Cattedrali del mondo,perché vuole aprire gli uomini in preda della violenza e del peccato alla misericordia di Dio, che tutti ama, e tutti perdona. Un messaggio grandioso perché esperimentando la misericordia di Dio, l’uomo moderno si apra alla misericordia dei fratelli. Condizione di pace e di concordia fra i popoli. Il S. Padre ha invitato a non vivere nella paura ma nel gioia. Meravigliosa questa visione di sicurezza che ci proviene dalla vicinanza del Signore,Padre sempre pieno di amore, di misericordia e di fedeltà.
E’ sempre commovente e significativo che in queste occasioni di celebrazioni solenni,il Papa emerito Benedetto XVI riceva il saluto del Suo Successore Francesco con un abbraccio di pace.
Domenica 20 Dicembre,abbiamo avuto,dopo la S. Messa e prima del pranzo un piccolo incontro fraterno per festeggiare un “piccolo Natale” insieme ai confratelli che sarebbero partiti per Camaldoli a celebrare il Natale. In pratica partivano alcuni studenti,come ogni anno .Canti ,regali,dolci e quest’anno anche la consegna della responsabilità di S. Gregorio a D. Innocenzo per il mese di Gennaio perché George andrà in questo mese in India per la regolamentazione di una fondazione di un monastero nel Kerala, ove lui in futuro avrà certamente una responsabilità di guida e di indirizzo.
Nell’Avvento ogni monaco prega per un confratello, e viene svelato il nome in questa circostanza gioiosa, seguita naturalmente da ringraziamenti e da abbracci fraterni. Una bella consuetudine, che forse in ambienti italiani è poco conosciuta,ma che ad una comunità interetnica come la nostra non poteva sfuggire. Ringraziamo il Signore.
Come da consuetudine la celebrazione della notte di Natale è avvenuta presso le consorelle camaldolesi a S. Antonio.Il sottoscritto ha celebrato nella grande Cappella delle suore di Madre Teresa, gremita di anziani da loro assistiti, di suore e anche con la presenza di un gruppo di fedeli che penso siano per lo più collaboratori nell’opera delle suore. Ho celebrato insieme ad un Vescovo Ausiliare di Roma,di fresca nomina, di nome Paolo. Egli ha tenuto una Omelia semplice, adatta all’uditorio. Anche Lui un uomo semplice e di comportamento paterno. Avrei desiderato che parlando di Gesù Bambino, accennasse a due concetti che in me invece frullavano fortemente in testa e agitavano il mio spirito. L’accenno che questo Natale cade nel Giubileo della misericordia, indetto da Papa Francesco. Questa misericordia divina la vediamo incarnata nel Bambino Gesù che dalla mangiatoia apre le sue braccia per accogliere tutti gli uomini, tutta una umanità bisognosa di misericordia. Anche il nostro cuore deve aprirsi alla misericordia, pensando al dramma dei migranti del nostro tempo. Inoltre colei che in modo particolare ha aperto il suo cuore ai più poveri dei poveri, Madre Teresa,sarà canonizzata come coronamento di questo Giubileo della misericordia, misericordia di Dio, che questa santa ha testimoniato in modo mirabile.
Il giorno abbiamo pranzato insieme alle consorelle a S. Antonio,un bel gesto conviviale arricchito anche da canti sacri in diverse lingue,come si addice ad una comunità interetnica.
La Veglia per la celebrazione del primo dell’anno 2016 si è tenuta presso le monache camaldolesi .Non potendo usare la macchina nell’ambito del Circo Massimo a causa di una grande manifestazione popolare di attesa del primo dell’anno,e specialmente per la blindatura dei servizi di sicurezza,io ho dovuto rimanere a casa e ho recitato il mio Te Deum prima di andare a riposare. Il pranzo presso le consorelle ha coronato anche un compleanno particolare, cioè di D. Innocenzo,che ha dovuto spegnere la candelina(che riassumeva tutti i suoi anni )e tagliare la torta. Una bella festa che seguiva quella fatta già in casa dalla nostra comunità per i Santi Innocenti!! L’onomastico! Il 2 Gennaio,come previsto, P. George è partito per l’India. Si prevede che ritorni ai primi di Febbraio. Nei giorni precedenti l’Epifania sono venuti da Camaldoli P. Wong e due postulanti cinesi per far conoscere loro Roma.Si sono fermati alcuni giorni con noi. b.f.

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